: Sandy Magagnin
: Sono rinata Il racconto delle mie due vite
: Athesia-Tappeiner Verlag
: 9788868398774
: 1
: CHF 11.50
:
: Biographien, Autobiographien
: Italian
: 208
: Wasserzeichen
: PC/MAC/eReader/Tablet
: ePUB
Il libro racconta la storia di una trasformazione personale, esplorando temi legati all'autostima, al peso, e alle difficoltà di accettarsi in una società che valorizza le apparenze. L'autrice condivide il suo viaggio emotivo e fisico, che va dall'infanzia, attraverso il bullismo e le sfide scolastiche, fino all'età adulta, affrontando discriminazioni legate all'obesità. Inizia con un'infanzia normale ma segnata dal karate agonistico, dove il peso è un limite percepito nonostante l'impegno. Prosegue con l'adolescenza caratterizzata da insicurezze e il trasferimento a Verona per l'università, che diventa un punto di svolta grazie a nuove amicizie e un percorso accademico di successo. Il racconto affronta le molteplici difficoltà incontrate, come i tentativi di perdita di peso e l'impatto psicologico della malattia di Hashimoto. La decisione di sottoporsi alla sleeve gastrectomy rappresenta un momento cruciale, vista come un'opportunità per migliorare la qualità della vita. Alla fine, emerge un messaggio di speranza: il valore di una persona non risiede nell'aspetto fisico, ma nella capacità di crescere, resistere e accettarsi e cambiarsi, per poi come l'autrice decidere di aiutare gli altri in tale pratica.

SANDY MAGAGNIN, nata a Bolzano nel 1995, è una pedagogista e Mental coach con una profonda passione per lo sviluppo umano e il benessere educativo. Laureata con lode in Scienze Pedagogiche e specializzata in Mental Coaching, unisce competenze scientifiche e pratiche per supportare individui e gruppi nel raggiungimento dei propri obiettivi. Il suo percorso accademico è arricchito da corsi e seminari su temi quali intelligenza emotiva, inclusione, disturbi specifici dell'apprendimento e gestione delle emozioni. Ha ricoperto ruoli chiave come coordinatrice pedagogica, formatrice presso enti sportivi nazionali e mental coach in ambiti educativi e personali.

CAPITOLO 1


NELLA SOCIETÀ DEI PREGIUDIZI
AVVENTATI, DI CHI… A PRESCINDERE


Chi ti giudica per quello che sei e non per come appari


L’altro giorno, al bar, ho sentito una conversazione che mi ha fatto venire i brividi. Due signore parlavano di una ragazza che lavora lì. “Ma hai visto come si è ridotta? Poverina, si è lasciata andare. Chissà cosa le è successo.” Bastava uno sguardo per etichettarla, per giudicarla senza sapere nulla della sua storia. Ecco, questo è ciò che mi spaventa: quanto siamo pronti a valutare le persone in base a un’apparenza che, spesso, è solo una maschera. Un sintomo. Un grido d’aiuto. In fondo, chi siamo noi per giudicare?

Determinare il valore di una persona in base alla sua essenza, ai suoi valori, alla sua storia, anziché al suo aspetto esteriore rappresenta un principio fondamentale per una società più equa e inclusiva. Eppure, è più facile a dirsi che a farsi. Viviamo in un mondo dove l’immagine ha un potere enorme: filtri, copertine, like. La bellezza è diventata merce, biglietto da visita, passaporto sociale.

È importante spostare l’attenzione dagli elementi superficiali e valutare gli individui per ciò che realmente sono, in termini di valori, princìpi e comportamento. Tuttavia, questa sfida si rivela più complessa di quanto si possa immaginare, poiché la nostra società è profondamente condizionata dall’importanza dell’immagine e dall’apparenza. Questo porta alla formazione di giudizi affrettati che, nella maggior parte dei casi, non tengono conto della complessità e della profondità di una persona. Ogni giorno, consciamente o inconsciamente, formuliamo giudizi basati esclusivamente sull’apparenza. È una tendenza radicata nella società e nelle interazioni quotidiane, che si traduce spesso in pregiudizi e discriminazioni. La valutazione superficiale di un individuo esclude la possibilità di conoscerlo realmente, limitando la nostra capacità di comprendere le sue esperienze, il suo percorso e la sua essenza interiore. Questo fenomeno è diffuso in ogni contesto, dall’ambiente lavorativo alle relazioni sociali, e incide in modo significativo sulle opportunità che una persona può