: Kay Dick
: Loro
: Minimum Fax
: 9788833894393
: 1
: CHF 8.00
:
: Erzählende Literatur
: Italian
: 102
: Wasserzeichen
: PC/MAC/eReader/Tablet
: ePUB
In un tempo che potrebbe essere ieri, oggi o domani, l'Inghilterra è percorsa da gruppi di individui che, senza avere apparentemente poteri forti alle spalle che ne dirigano le azioni, lavorano sistematicamente a reprimere tutto ciò che ha a che fare con l'arte, i sentimenti, la comunicazione. Gli scrittori, pittori e musicisti che insistono a comporre e rendere pubblica la propria arte vengono brutalmente puniti per contrappasso (i pittori vengono accecati, gli scrittori mutilati, i musicisti resi sordi), ma anche chi continua a coltivare sentimenti viene sottoposto a una «desensibilizzazione» e privato della memoria. Nella vena di 1984 e di Fahrenheit 451, con questo romanzo breve e fulminante - pubblicato per la prima volta nel 1977 e salutato come un capolavoro da critici e scrittori, tra cui Margaret Atwood e Edna O'Brien- Kay Dick ci trasporta in un mondo distopico in cui il terrore è acuito dal totale anonimato e dall'imprevedibilità con cui loro agiscono, spostandosi in gruppo come automi e alternando passività ed esplosioni di ferocia, un mondo reso se possibile ancora più straniante dalla pacifica bellezza di un paesaggio che mantiene la grazia e gli odori della campagna e della costa inglese, tra giardini fioriti, un oceano spumeggiante e colline verdissime.

1915 / 2001 nata a Londra, ha scritto cinque romanzi e a soli ventisei anni è stata la prima donna a dirigere una casa editrice inglese, lavorando con grandi autori come George Orwell. Ha scritto per il New Statesman, il Times, lo Spectator e il Punch. Ha vissuto per vent'anni con la compagna, la scrittrice Kathleen Farrell, e ha sempre sostenuto il lavoro dei giovani scrittori che considerava più promettenti.

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Prefazione
di Carmen Maria Machado


Ricordai com’era cominciata,

una barzelletta per i quotidiani.

Adesso nessuno scriveva di loro.

La distopia è stato uno dei miei generi preferiti, l’inizio del sentiero che mi ha allontanato dai libri dell’infanzia. LessiLa fattoria degli animali,Fahrenheit 451,V for Vendetta. Le metafore li rendevano duttili; per la prima volta vidi di cosaparlavano i romanzi, le correnti che si muovevano al di sotto della prosa. C’è un motivo se facciamo leggere i romanzi distopici agli adolescenti, lo stesso motivo per cui la letteraturayoung adult ne è piena. L’adolescenza segna il momento in cui si inizia a vedere oltre l’apparenza delle cose, quando il turbamento che ribolliva nella mente si infrange bianchissimo sulla riva. La distopia è un genere per l’età postlapsaria; è arte per ciò che non puoi dimenticare di aver visto.

Loro fu pubblicato per la prima volta nel 1977, vincendo il Southwest Arts Literature Prize. È il quarto libro della pioneristica autrice, editor e editrice queer Kay Dick, che ha vissuto a Hampstead per più di vent’anni insieme alla sua compagna Kathleen Farrell.Loro – che nel sottotitolo originale l’autrice definisce «una successione di inquietudini», sebbene il libro si collochi a metà strada tra la raccolta di racconti e ilfix-up novel1 – ha per protagonista una persona di cui ignoriamo il nome e il genere, che si sposta per la campagna inglese insieme ad alcuni artisti e intellettuali cercando di sfuggire alle aggressioni di un misterioso gruppo di filistei a cui ci si riferisce chiamandoli semplicemente «loro».

Loro non hanno un governo, non hanno un credo, non hanno pietà. L’attimo prima sono metodici e deliberati nella loro crudeltà, quello successivo assurdamente sconsiderati e barbarici.Loro si spostano a bordo di barche sui canali ed erigono sinistre torri sulla costa dove i ribelli vengono rinchiusi e i loro ricordi cancellati.Loro disprezzano l’arte, le persone che vivono da sole, l’eccessiva manifestazione delle emozioni;loro sottraggono romanzi e dipinti,loro bruciano poesie e spartiti musicali.

Eloro puniscono chiunque opponga resistenza. I pittori impenitenti vengono accecati, i musicisti spudorati vengono resi sordi. A uno scultore vengono cavati gli occhi utilizzando le schegge di vetro delle sue opere. Un’autrice di libri per bambini traumatizzata si immerge ogni giorno in uno stagno, a quanto parrebbe per estinguere il ricordo di quando le hanno dato fuoco.Loro tengono sulle fiamme il braccio destro di Jane, una poeta, per otto minuti; il suo crimine è aver istintivamente fatto un passo verso le sue opere che bruciavano. («[Il marito] Russell aveva reagito diversamente. “Avete dimenticato questo”, aveva detto, buttando nel fuoco la fuga che aveva appena terminato di comporre».)

Loro è asciutto, inquietante, familiare in un modo sinistro. RicordaRevenge: Eleven Dark Tales di Yōko Ogawa oMoi qui n’ai pas connu les hommes di Jacqueline Harpman, collocandosi nello spazio tra distopia e horror. Il rigoglioso paesaggio è infestato da dettagli profondamente disturbanti che rivelano le forze in gioco – «Inutile tendere l’orecchio al rumore dei passi; loro non portavano scarpe» – e fa da sfondo alle incessanti interrogazioni sull’arte: cosa vuol dire creare senza un pubblico? Se non è più possibile leggere un romanzo, è sufficiente