: Yan Lianke
: I quattro libri
: nottetempo
: 9788874527205
: Narrativa
: 1
: CHF 11.70
:
: Erzählende Literatur
: Italian
: 461
: Wasserzeichen
: PC/MAC/eReader/Tablet
: ePUB
Con I quattro libri Yan Lianke torna alla satira politica, che lo aveva caratterizzato ? e gli aveva portato meritata fortuna ? in Servire il popolo ('Penso che sia il mio miglior romanzo proprio perché mi sono sentito finalmente libero' aveva commentato). Il racconto è condotto infatti sul filo di un registro leggero, tanto distante dalla retorica del dolore quanto capace di rendere al lettore la banalità del male. Siamo nella zona 99 di un campo di rieducazione per intellettuali nel nord della Cina alla fine degli anni sessanta, durante l'epoca del Grande balzo in avanti ? Mao ha deciso che la Cina raggiungerà i livelli di produzione di acciaio dell'Inghilterra in soli quindici anni. I quattro libri sono quattro voci: quella del bambino che comanda il campo incoraggiando la violenza e le delazioni, quella dello scrittore e del filosofo costretti a lavorare lì sodo, più la voce di un narratore onnisciente. Quattro modi diversi di raccontare la follia umana, quattro tonalità in cui Yan Lianke declina la sua voce - sempre poetica - ed esprime, nonostante tutto, la sua fiducia verso l'umanità. I quattro libri è entrato nella selezione di The Booker International prize 2013.

Capitolo primo


Il figlio del cielo


1.Il figlio del cielo, pp. 13-16


I suoi piedi calpestavano la terra: era tornato.

Una figurina minuscola sulla piatta distesa della campagna vasta e desolata di fine autunno. Un puntolino nero che si ingrandiva a poco a poco. Gli edifici del campo di rieducazione sfidavano il cielo e la terra con eroica grandiosità. Si fermò. E cosí fu. La terra accoglieva i suoi piedi: era tornato. Nella luce dorata del crepuscolo. E cosí fu. Era un chiarore denso e grave, fatto di raggi che pesavano tre o quattro etti ciascuno, affastellati l’uno accanto all’altro come gli alberi di un bosco fitto. I piedi del Bambino danzavano nel sole calante. Il calore gli tormentava i piedi, gli opprimeva il petto e gli schiacciava la schiena. Lui gli si avventava contro, a quel calore che lo strangolava. Gli edifici del campo di rieducazione, con i loro vecchi mattoni grigi, le tegole grigie, erano avvolti nella luce antichissima della notte dei tempi; sulla distesa desolata, sfidavano il cielo e la terra con eroica grandiosità. Lui si fermò. E cosí fu. È buona la luce, con essa Dio separò il chiarore dalle tenebre. Chiamò “giorno” la luce e “notte” le tenebre. Per questo c’è la sera, e c’è il mattino. Grazie a questa separazione. Chiamò crepuscolo il breve istante che precede il calare della notte. Anch’esso è buono. Le galline salgono sui trespoli, le pecore tornano all’ovile e ai buoi viene tolto l’aratro. Gli uomini sospendono il lavoro.

Il Bambino era tornato, la terra aveva accolto i suoi piedi. L’ingresso della base era spalancato e deserto. Lui soffiò nel fischietto. Non appena il suono si sparse all’intorno, tutti accorsero, a gruppi sparsi. Dio aveva ordinato che dentro alla massa delle acque si formasse l’atmosfera e che le acque si dividessero in un sopra e in un sotto. Una volta creata l’atmosfera, separò le acque che stavano sopra da quelle che stavano sotto. E cosí fu. Chiamò cielo ciò che si trovava al di sopra dell’aria, terra ciò che si trovava al di sotto. La terra accolse gli uomini, che giunsero a gruppi sparsi.

Il Bambino disse: “Sono tornato. Vengo da lassú, dal paese. Ho dieci precetti da annunciarvi”.

Li lesse ad alta voce, erano dieci comandamenti:

1.Se vorrete riposare dovrete chiedere il permesso, non vi potrete allontanare a vostro piacimento;

2.Dovrete lavorare, evitando di sprecare il fiato in chiacchiere;

3.Dovrete coltivare la terra e sarete ricompensati per un raccolto abbondante, puniti per uno scarso raccolto;

4.Vi aiuterete l’un l’altro ma eviterete l’adulterio, che sarà punito;

5.Quando vi saranno concessi libri, penna e inchiostro, non potrete leggere o scrivere ciò che vi pare, né pensare ciò che vi pare;

6.Non alimenterete pettegolezzi né diffamerete il vostro prossimo.

Dieci leggi in tutto. Dieci comandamenti. Il decimo proibiva la fuga: Seguirete il regolamento e sarete puniti se tenterete di fuggire. Prima del calare della notte, il sole al tramonto scaldava la terra. Gli edifici del campo di rieducazione, grig