: Andrea Schiavon
: Il buon ladro
: ADD Editore
: 9788867830831
: 1
: CHF 5.40
:
: Erzählende Literatur
: Italian
: 133
: Wasserzeichen
: PC/MAC/eReader/Tablet
: ePUB
Tra il 1887 e il 1960 il Brasile accoglie oltre un milione e mezzo di italiani. Uno di loro è Gino Amleto Meneghetti, che arriva da Pisa con una carriera già avviata: ladro professionista. Sbarcato nel 1913, l'anno seguente sconta già la prima condanna e, colpo dopo colpo, Gino diventa il nemico pubblico numero 1 della polizia di San Paolo. Per riuscire ad arrestarlo vengono mobilitati 200 poliziotti in un'operazione clamorosa che porterà alla condanna più pesante, 43 anni di prigione. Scarcerato nel 1947 grazie a un decreto presidenziale, ormai settantenne, Gino cerca di barcamenarsi, ma la libertà dura poco. Per l'opinione pubblica, che lo segue fuori e dentro il penitenziario, è una celebrità. Incorreggibile, al momento dell'ultimo arresto ha più di 90 anni. Quella di Meneghetti è una figura eccezionale, che sembra uscita da un romanzo, un anti eroe amato dalla povera gente. Un italiano che ha segnato la storia del Brasile e la cui vita, per la prima volta, viene ora raccontata in Italia. [L'Autore] Andrea Schiavon è nato a Padova nel 1974 ed è un giornalista di Tuttosport. Laureato in giurisprudenza, ha iniziato a scrivere da freelance per Il Mattino di Padova, ha lavorato nelle redazioni della Gazzetta dello Sport, della Stampa e ha collaborato con il mensile Correre. Con il suo libro precedente, pubblicato da Add, Cinque cerchi e una stella (isbn 9788896873786), Andrea Schiavon ha vinto il Premio Bancarella Sport 2013.

Cose da pazzi


La tregua è in un libro. Anzi, in più d’uno. L’unico periodo che Gino non passa in prigione è quello in cui studia. La morte di nonno Beppe lo induce a stare lontano dai guai per un po’; perdersi dentro i testi scolastici è più rassicurante che ritrovarsi tra le mura di una prigione. Fuori dalla scuola, poi, riesce a imparare un mestiere, quello di fabbro, e comincia a guadagnarsi da vivere, anche se il reinserimento non è semplice. Pisa è piccola e Gino ne ha già combinate abbastanza. «Non c’è un pisano che non sappia chi è Amleto Menichetti»: potrebbe sembrare un vanto, ma in realtà è un marchio che impedisce a quello che è poco più di un ragazzo di potersi fare una nuova vita. Più passa il tempo e più Gino matura la decisione di cambiare aria. A 16 anni è meglio cercare fortuna altrove: una mèta possibile gliela suggerisce la parentela con uno zio che ha aperto un ristorante a Marsiglia, una città che ha accolto già migliaia di italiani. Sono passati più di vent’anni dai «vespri marsigliesi» quando, nel 1881, in città si era scat