: Anne Sverdrup-Thygeson
: Nelle mani della natura Come dieci milioni di specie ci salvano la vita
: ADD Editore
: 9788867833702
: Saggi
: 1
: CHF 8.90
:
: Natur: Allgemeines, Nachschlagewerke
: Italian
: 289
: Wasserzeichen
: PC/MAC/eReader/Tablet
: ePUB
C'è un incessante e silenzioso lavorio, intorno e dentro di noi, che ci permette di nascere, crescere, respirare e riprodurci: insomma, di vivere. La natura e gli esseri che la abitano si rivelano come uno stupefacente frattale di mondi dentro a mondi, fatto di connessioni e legami inattesi, abitato da milioni di organismi viventi che contribuiscono alla nostra sopravvivenza fornendo servizi e materie prime. Anne Sverdrup-Thygeson ci guida in questi universi, accompagnandoci in un flusso di interazioni che partendo dalla falda acquifera di New York e passando per il ruolo delle vespe e delle termiti, arriva fino ai tronchi in decomposizione nelle foreste e alle incredibili qualità del sangue del limulo, un vero e proprio fossile vivente che permette, ancora oggi, di verificare il livello di sterilizzazione dei dispositivi medici. Nelle mani della natura risponde alle tante domande che ogni giorno ci poniamo sul nostro rapporto con il vivente, e lo fa con una qualità essenziale: la meraviglia. Una meravigliosa celebrazione del nostro mondo, un libro in cui immergersi più volte e uscirne sempre con qualcosa di nuovo. - The Literary Shed

INTRODUZIONE


Un rinoceronte senza corni


Qualche anno fa ero a un convegno a Dublino e, tra le lezioni sull’impollinazione e sulla zanzara anofele, mi sono ritagliata un po’ di tempo per visitare il Museo Nazionale d’Irlanda. Adoro i musei e in quello di Dublino è particolarmente interessante la sezione di storia naturale: teche d’insetti raccolti da Darwin in persona, uno scheletro di megalocero con palchi più ampi di quanto non sia alta io – un triste vestigio di una specie estinta – e centinaia di delicatissimi modelli vitrei d’invertebrati marini, creati nell’Ottocento dai Blaschka, padre e figlio, mastri vetrai. Sono stati pensati per un uso didattico, perché alcionacei e anemoni di mare sono assai difficili da mostrare a lezione: sotto formalina tendono a ridursi a un grumo informe e incolore sul fondo del vaso. Perciò i Blaschka hanno prodotto migliaia di queste complesse opere d’arte, che hanno poi venduto a musei, scuole e università del mondo intero. I modellini Blaschka che si sono conservati sono un spettacolo.

Ma a darmi davvero un brivido lungo la schiena è stato il rinoceronte imbalsamato: un rinoceronte senza corni. Al loro posto c’erano due buchi nella pelle scura, e sotto si vedeva una ruvida tela di cotone biancastra. Accanto all’animale mutilato c’era una targa con la quale il museo si scusava per l’asportazione dei corni e spiegava che era stata resa necessaria dal rischio di furto.

È assai diffusa la convinzione – del tutto infondata – che la polvere di corno di rinoceronte abbia favolose proprietà medicinali. Peccato che sia semplice cheratina, la stessa sostanza che compone le nostre unghie. In tutto il pianeta c’è un intenso commercio illegale di questi corni, a opera di persone senza scrupoli, per le quali il bracconaggio, la razzia dei musei e il contrabbando su larga scala sono all’ordine del giorno. A quanto pare, né i venditori né i compratori si lasciano frenare dal fatto che il loro prodotto sia ricavato da una specie in procinto di scomparire dalla faccia della Terra. Per sempre.

Questo è un caso estremo, ma credo che esemplifichi un atteggiamento nei confronti dell’ambiente e della varietà biologica condiviso da molti,