: Marianne Ilmer Ebnicher
: L'Alto Adige nelle leggende Mondi incantati, donne sagge e orchi malvagi
: Athesia-Tappeiner Verlag
: 9788868398576
: 1
: CHF 11.50
:
: Märchen, Sagen, Legenden
: Italian
: 128
: Wasserzeichen
: PC/MAC/eReader/Tablet
: ePUB
L'Alto Adige è davvero leggendario. Narrando di fatti inauditi e prodigiosi, di donne sagge, di garzoni scaltri e stravaganti, di creature commoventi e servizievoli, del re dei nani e del suo scintillante roseto, di un mago che si credeva più furbo del diavolo, di una terribile megera e di una donna che strega non lo era affatto, il presente volume vuole essere un'immersione in questo mondo incantato. Tra le righe, emergono anche aspetti considerati importanti nel passato, ma ancor di più nel presente. Ricca di dettagli, con uno stile brillante e scorrevole questa raccolta di leggende mira a catturare l'attenzione e a stimolare la fantasia, senza mai allontanarsi dall'essenza delle tradizioni. Le illustrazioni sono espressive, estrose e affascinanti.

Marianne Ilmer Ebnicher vive e lavora come scrittrice in Alto Adige. Vanta diverse pubblicazioni di libri e numerose letture pubbliche. Apprezza il dialogo con altre forme d'arte e ha esperienza come poetessa, critica letteraria e membro di giurie letterarie.

Il tesoro delle campane della Haselburg


Era sera. Una morbida luce cadeva sulle rocce di porfido che fanno da piedistallo al castello di Haselburg sopra Bolzano. Nel cielo si rincorrevano nuvole dai bordi rosati.

«Splendido, non è vero?», disse il cavaliere von Küepach, guardando dalla finestra della sala della musica insieme a sua moglie.

«Incantevole», rispose Sabine. «Questa calma e questa vista sulla Valle dell’Adige. Ricordi quante volte abbiamo pensato e ripensato se costruire il nostro castello quassù?» Il cavaliere cinse le spalle della moglie. «Sì, eravamo piuttosto indecisi. Ma ne è valsa la pena. Direi che abbiamo fatto un’ottima scelta.» Sabine stava per dire ancora a suo marito quant’era felice che i lavori fossero finalmente terminati, ma si fermò vedendo trasparire dell’inquietudine dietro la serenità