Era sera. Una morbida luce cadeva sulle rocce di porfido che fanno da piedistallo al castello di Haselburg sopra Bolzano. Nel cielo si rincorrevano nuvole dai bordi rosati.
«Splendido, non è vero?», disse il cavaliere von Küepach, guardando dalla finestra della sala della musica insieme a sua moglie.
«Incantevole», rispose Sabine. «Questa calma e questa vista sulla Valle dell’Adige. Ricordi quante volte abbiamo pensato e ripensato se costruire il nostro castello quassù?» Il cavaliere cinse le spalle della moglie. «Sì, eravamo piuttosto indecisi. Ma ne è valsa la pena. Direi che abbiamo fatto un’ottima scelta.» Sabine stava per dire ancora a suo marito quant’era felice che i lavori fossero finalmente terminati, ma si fermò vedendo trasparire dell’inquietudine dietro la serenità