: Giampaolo Clerico, Luca Fregona
: Riportatelo a casa! Seconda Guerra Mondiale: la storia vera di un pilota scomparso sulle alpi italiane
: Athesia-Tappeiner Verlag
: 9788868397937
: 1
: CHF 11.50
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: 20. Jahrhundert (bis 1945)
: Italian
: 176
: DRM
: PC/MAC/eReader/Tablet
: ePUB
20 ottobre 1944 Il 71° squadrone caccia americano decolla dall'aeroporto di 'Salsola' in Foggia per una missione operativa, Destinazione Regensburg, Germania. L'ordine è quello di bombardare un deposito di carburante del Reich. Ma transitando lungo la Val Sarentino (BZ), la flotta, composta da 71 Bombardieri B-17, le temute 'Fortezze Volanti', scortate da 92 caccia 'Lockheed P-38 Lightning, incappa nella contraerea della famigerata 'Flack' tedesca. Tre aerei vengono abbattuti. Un solo pilota si salva, Anno 2019 L'Agenzia DPAA americana viene incaricata dal Congresso di cercare il Tenente Lowell S. Twedt, considerato 'Missing in Action' (disperso in azione) e di riportare i suoi resti a casa. Un team composto da 25 esperti americani raggiunge la Val Sarentino per le operazioni di ricerca e recupero. Le ricerche hanno avuto successo grazie all'aiuto del Maresciallo dei Carabinieri - Comandante della Stazione di Sarentino. Una vicenda entusiasmante e carica di suspense, ma, soprattutto, una storia vera.

Giampaolo Clerico, 51 anni, laureato in Psicologia, è un Maresciallo Maggiore dell'Arma dei Carabinieri in servizio attivo da circa 30 anni, appassionato, tra le altre cose, di lettura e scrittura. All'epoca degli eventi narrati era il Comandante della Stazione Carabinieri di Sarentino. Esperto di lingue inglese, tedesca, francese e portoghese, poté ben rapportarsi con le varie Autorità Americane intervenute per le ricerche dei resti del pilota. Pluri decorato per operazioni e meriti di servizio, fu impiegato in varie missioni operative nei Balcani e integrato per 2 anni nella Missione di Pace 'Joint Enterprise' sotto l'egida KFOR-NATO in Kosovo.
PREAMBOLO

20 ottobre 1944

Il sottotenente Lowell Sawyer Twedt, pilota di stanza presso il Primo Gruppo del Settantunesimo Squadrone Caccia della U.S. Air Force avente base operativa presso l’aeroporto Salsola di Foggia, aveva compiuto ventisette anni da poco più di un mese e si stava preparando psicologicamente per affrontare l’imminente missione operativa ad alto rischio. Di buon’ora era intento a controllare che il proprio bombardiere Lockheed P-38 Lightning fosse in perfetto assetto operativo e funzionale. Seguendo attentamente le operazioni di caricamento dell’armamento da parte dei tecnici armaioli, il suo pensiero era rivolto alla moglie e al figlioletto William, di appena cinque anni.

Quella fredda e uggiosa mattina di ottobre, il sottotenente Lowell sentiva un peso sullo stomaco, un senso di disagio crescente e premonitore, tanto che non fece neppure colazione.

«Che succede Lowell? Ti vedo pensieroso», gli chiese il sottotenente William Wisner, detto Billy, suo amico e compagno di mille avventure fin dai tempi dell’accademia di volo e prossimo compagno di missione.

«Tranquillo Billy», Lowell fece un sorriso tirato, «nulla di che, solamente una strana sensazione. Sarà l’adrenalina pre missione».

«Stai sereno Lowell, sarà una passeggiata!», ribatté William, «ricordati che sei un pilota della U.S. Air Force, la migliore al mondo!»

Con un cenno di commiato, William lasciò Lowell ai suoi controlli, dirigendosi verso gli uffici del Comando.

Lowell ritornò ai suoi pensieri, cercando di far proprio l’ottimismo dell’amico.

«Tenente Twedt», lo chiamò il maggiore Anderson, comandante del Primo Gruppo. Assorto nei suoi pensieri, Lowell non si era nemmeno accorto del suo arrivo.

«Sissignore!», rispose Lowell.

«Alle ore otto-zero-zero in aula briefing per il “mission check”», così l’alto ufficiale.

«Sissignore!», ripeté Lowell dando una sbirciata all’orologio al polso. Avendo ancora mezz’ora abbondante, la dedicò ad ammirare la meraviglia di tecnologia letale a lui affidata: il famoso bombardiere P-38 Lightning. Il velivolo era un caccia pesante bimotore statunitense a largo raggio d’