1
Non è solo il mal celato ed innegabile presentarsi sul volto delle prime rughe, il dover accettare l'indebolimento ed il conseguente diradamento dei propri capelli stanchi e consunti oppure, viceversa, il loro lento imbiancare quale improbabile rivelazione di saggezza; nemmeno sono i torpori e i rari e lievi dolori sempre meno lievi, sempre meno rari, ad instillarci l'evidenza dell'incedere inesorabile del tempo. Queste sono solo tracce manifeste che la loro inevitabilità ci abitua ad accettare. Ben più profondi e subdoli nella loro invisibilità possono insinuarsi, nei solchi dell'anima, segnali che il corpo fatica a notare se non per i malesseri da essi generati. Inizialmente sono piccole ferite, impercettibili screpolature apparentemente innocue come punture di spillo, ma destinate a farsi largo nelle nostre coscienze rimestando nel nostro passato fino a minare le certezze faticosamente acquisite dalle nostre esperienze, confondendo le nostre convinzioni, a volte le nostre intere vite.
Lupo neppure supponeva di averla una coscienza trascorsa com'era la sua vita fino ad allora a realizzarsi nella spirale perversa del suo lavoro in cui poteva gratificare istinti che la sua ragione riusciva ad accettare come normali. Nessun dubbio od esitazione aveva mai fatto vacillare la sua certezza di essere il migliore e la volontà di continuare ad esserlo per molto tempo ancora. Mai la sua anima era stata adombrata da esitazioni o titubanze rimanendo scevra da scrupoli o ripensamenti. Neppure mai aveva preso in considerazione che la sua vita avrebbe potuto essere diversa e che sarebbe stato ancora in grado di cambiarla. Certamente, se mai avesse preso in considerazione questa possibilità, qualche problema ci sarebbe stato; nella migliore delle ipotesi avrebbe comunque faticato a convincere i suoi datori di lavoro e con loro avrebbe dovuto mediare accettando qualche ultimo incarico, sgradevole ma non troppo differente da quanto svolto fino ad allora. Poi avrebbe potuto godere dell'ampia somma di denaro che aveva messo da parte, l'avrebbe spesa divertendosi, andando in giro, andando a donne, avrebbe soddisfatto i suoi interessi, ma interessi da soddisfare non ne aveva ed un giorno si sarebbe pure stancato di andare in giro e di andare a donne ed a quel momento, allora, avrebbe pure finito per prendere moglie, metter su famiglia e sarebbe diventato la più normale delle persone ed era proprio questo che lo atterriva ben sapendo che, per uno come lui e per come aveva condotto la sua vita, sarebbe stato davvero complicato essere la più normale delle persone.
Eppure qualcosa stava cambiando; al di là delle leggere borse sotto gli occhi e delle tempie che pigramente stavano assumendo tonalità argentate non poteva ignorare che un segnale intenso e deflagrante si era prepotentemente inserito nel suo profondo e la sua coscienza, da quel giorno, gli riproponeva con frequenza costante e nelle notti insonni quello sguardo che, ne era consapevole, l'avrebbe probabilmente accompagnato per chissà quant'altro tempo ancora, forse per sempre.
Eppure, anche altre volte la pianificazione dell'impresa aveva previsto un contatto con l'oggetto del suo lavoro ed egli sempre era stato in grado di gestire il rapporto di conoscenza con il giusto distacco, quella freddezza che un professionista del suo calibro ha il dovere di usare. Eppure, quella volta non fu così. Eppure, l'idea fu geniale e la condotta d