: Camilla Bonetti
: Dalla A alla Å Norvegia: istruzioni per l'uso
: Polaris
: 9788860591784
: 1
: CHF 4.50
:
: Europa
: Italian
: 240
: Wasserzeichen
: PC/MAC/eReader/Tablet
: ePUB
La Norvegia non è (solo) il paese dei fiordi, del Nobel per la pace e del salmone affumicato. L'inverno non è poi così freddo e neppure tanto buio, l'estate può essere davvero calda. I norvegesi sono socievoli, curiosi e impazienti di rivelare la bellezza autentica del loro paese. Dalla A alla Å (visto che il loro alfabeto non si ferma alla Z ma termina, appunto, con la Å) è un punto di vista alternativo alle guide turistiche, che proietta il lettore nell'autentica realtà norvegese. Che sia per una breve o per una lunga avventura, questo libro riassume i concetti fondamentali da conoscere prima di avventurarsi in Norvegia. Una parola per ogni lettera dell'alfabeto, scelta con l'approvazione di chi parla questa lingua e vive in questa terra da sempre, dalla A alla Å è un ironico e inedito viaggio a tappe alla scoperta della vera Norvegia.

Camilla Bonetti è una piemontese girovaga con il cuore diviso tra Italia e Norvegia. Autrice del blog norvegiani.wordpress.com, dedicato alla sua seconda casa, ha da poco pubblicato il suo primo romanzo, Corso Regina 68.

G come GAMLEDAGER: i bei tempi antichi

Le prime tracce umane in territorio norvegese risalgono a circa 10.000 anni fa. Era questa l'età del bronzo in cui gli uomini del Nord sopravvivevano grazie alla caccia e alla pesca e cominciavano a creare i primi, rudimentali utensili utilizzando proprio il bronzo.

I primitivi scandinavi si uniscono in tribù e gettano le basi della civiltà poi definita vichinga, sviluppatasi tra l'anno 700 e l'anno 1000.

Vengono definiti vichinghi i popoli di ceppo norreno insediatisi lungo la costa:vik significava infatti fiordo. I vichinghi erano marinai coraggiosi, che attraversarono il mondo saccheggiando i paesi incontrati lungo il cammino. Con le loro possenti navi raggiunsero la Scozia, l'Inghilterra, l'Irlanda e le coste Francesi. Pare che si fossero spinti addirittura fino alla Spagna ma, spaventati dalle temperature elevate e incapaci di comunicare con gli arabi che allora dominavano la penisola iberica, tornarono a Nord. Dentro la corazza di conquistatori, i vichinghi custodivano un cuore sedentario e contadino: si insediarono nelle isole Ebridi, Shetland, nell'isola di Man e in Islanda e da qui commerciarono con la madrepatria. Proprio dall'Islanda partì Bjarni Herjolfsson, ritenuto il primo europeo ad aver avvistato il Nordamerica. La saga dei groenlandesi racconta che, dopo aver scoperto che suo padre era emigrato in Groenlandia al seguito di Erik il Rosso, Bjarni aveva deciso di raggiungerlo navigando in acque a lui sconosciute. Se alcuni vichinghi erano infatti feroci pirati, la maggior parte della popolazione preferiva la vanga alla spada e si dedicava all'agricoltura e alla pastorizia, ricavando il necessario per la sussistenza della famiglia. Sorpreso da improvvisi venti da nord e svariati giorni di nebbia, Bjarni perse la rotta. Quando infine il sole riapparve, avvistò una terra collinosa e boscosa, che di certo non somigliava alla Groenlandia. Due giorni dopo, un altro panorama sconosciuto gli si presentò: una costa piatta, ben diversa dagli imponenti ghiacciai che stava cercando. Ci vollero altri quattro giorni di navigazione flagellata dai forti venti per avvistare finalmente la Groenlandia. L'esperienza divertì tanto il povero Bjarni da fargli decidere di abbandonare i commerci marittimi per sempre e dedicarsi all'agricoltura nella fattoria del padre. Il racconto della sua scoperta non tardò a diffondersi: dieci anni dopo Leif, il figlio di Erik il Rosso, ripercorse la stessa rotta e creò il primo insediamento europeo nel nuovo continente, sulla penisola di Terranova, Canada.

Su questi antichi abitanti del Nord, che non hanno lasciato alcuna testimonianza scritta, circolano leggende che hanno assunto nei secoli veridicità storica e sono state diffuse in tutto il mondo. Il primo grande mito da s