La storia del paese
“La storia è una lista di sorprese.
E tutto quello che può fare
è prepararci ad assistere a qualche altra sorpresa”
Kurt Vollegut
La preistoria
Il periodo Paleolitico è stato per lungo tempo trascurato a causa dell’interesse suscitato dalle imponenti rovine di età romana e islamica. Le prime tracce dell’uomo nella regione del Giordano si attestano a partire nel Paleolitico inferiore, oltre 1.000.000 di anni fa. In particolare, resti di utensili litici sono stati messi in luce su alcuni terrazzi fluviali, ad es. a Dauqara, nella zona dell’Azrak. Le piogge intermittenti e le poderose alluvioni dei secoli successivi hanno cancellato queste tracce così antiche, rimodellando la regione giordana con nuovi terrazzi fluviali che sono stati poi rioccupati dall’uomo.
A Biré, nella regione di Zarqa (sempre nel nord della Giordania), per esempio, sono stati messi in luce oggetti litici di tipo Acheuleano datati tra 450.000 e 250.000 anni fa. Migliaia di reperti di industria litica risalente ad oltre 200.000 anni fa sono stati scoperti anche a Khirbet am-Samra e poi più a sud, a Fjaje, nella regione di Kerak.
Il Paleolitico medio ha visto un incremento della piovosità e l’insediamento di cacciatori raccoglitori della cosiddetta cultura musteriana.
Con essa venne introdotta la difficile tecnica di scheggiatura Levallois grazie alla quale fu possibile realizzare oggetti in pietra di grande raffinatezza formale. L’uomo, in questa fase, sembra dimostrare una grande capacità progettuale nonché la capacità di preordinare in modo astratto la complessa serie di operazioni che porteranno alla realizzazione di strumenti in pietra (come le amigdale) caratterizzati da una notevole, simmetria e complessità di taglio.
In accordo con quanto registrato in tutto il Vicino Oriente poche sono, invece, le tracce per il Paleolitico Superiore (da 40.000 a 14.000 anni fa). Nel periodo immediatamente successivo si assiste alla fioritura della cosiddetta cultura Natufiana. Molteplici ritrovamenti (ultimo dei quali un set da caccia costituito da percussori, microliti e falcetti per la raccolta, frammenti di ossa di gazzella, nascosto oltre 14.000 anni fa da un Natufiano alla base di una capanna e riscoperto quasi per caso nel 2007!) testimoniano come l’uomo abbia risposto ai nuovi cambiamenti ecologici adottando uno stile di vita basato sulla raccolta dei prodotti della terra e sulla cacciagione di animali di piccola taglia. E’ in questa fase che si osserva la nascita dei primi insediamenti stabili costituiti da raggruppamenti di capanne in muratura situati in prossimità delle zone più fertili. Con il Natufiano vennero dunque poste le basi per una delle più grandi rivoluzioni dell’umanità: la scoperta dell’agricoltura.
Un periodo di grande fioritura di tutto il Medio Oriente è infatti costituito dal Neolitico. Centri come Gerico (in Cisgiordania) e Ain Ghazal (nei dintorni di Amman) dimostrano lo sviluppo di una agricoltura del frumento e di prime forme di allevamento con grande anticipo rispetto al resto del mondo e già a partire dal VIII millennio a.C. Lo sviluppo di una società più stratificata, legata all’organizzazione del lavoro, spinse la nascita dei primi vil