1.1 Natura
Geografia
Poche zone della Terra custodiscono tanti variegati ambienti geologici, naturalistici e storici come l’Etiopia, dove è possibile, seppur ostacolati da condizioni ambientali difficili, scoprirne i segreti, ascoltare la magia della natura che qui è estremamente esuberante e vivere una realtà storico-sociale avvolta tra miti e leggende che si fondono armoniosamente con l’ambiente stesso.
L’Etiopia ha un aspetto morfologico tra i più interessanti e suggestivi d’Africa; questa peculiarità è data dalla notevole varietà del territorio che la contraddistingue e che la rende estremamente affascinante; ha una superficie di 1.128.221 kmq ed è per estensione il nono Paese d’Africa; confina a nord con l’Eritrea e il Gibuti, a est con la Somalia, a sud con il Kenya e a ovest con il Sudan.
Fisicamente l’altipiano etiopico, che rappresenta la sezione altimetrica più elevata delle cosiddette “alte terre d’Africa”, è diviso bruscamente in due dalla grande fossa tettonica della Rift Valley: una profonda cicatrice della crosta terrestre, chiaramente visibile dallo spazio, che si estende per oltre 8.000 km dalla valle del Giordano in Libano al Mozambico ed è fortemente marcata a nord dalla depressione della Dancalia, mentre nel sud è caratterizzata da una serie di laghi che giacciono negli avvallamenti più profondi.
Questo fenomeno tettonico, frutto dell’azione di forze ciclopiche sotterranee, divide il Paese in due parti: a ovest l’acrocoro etiopico (che a nord corrisponde con l’Etiopia storica), mentre a est gli altipiani digradano, con inclinazione costante, verso i bassi tavolati e le pianure dell’Ogaden e i deserti della Somalia. In alcune zone dell’acrocoro, che giace a oriente a 3.000 m e a occidente supera addirittura i 4.000 m, lo strato lavico raggiunge l’eccezionale spessore di circa 2.200 m.
L’attuale conformazione del territorio è il risultato del vulcanismo e dei sommovimenti tettonici parzialmente ancora attivi che si sono verificati nel corso dei millenni. Il complesso rilievo, che costituisce una sorta di fortezza naturale, è stato in seguito ridisegnato dai fenomeni di erosione che causarono nel tempo profonde incisioni nell’altipiano formato da rocce vulcaniche e dalle successive colate laviche che isolarono, per esempio, la depressione della Dancalia dal mare o che sbarrarono alcune valli causando di conseguenza la formazione di laghi endoreici; tutto ciò costituisce uno dei musei naturali più interessanti del mondo per lo studio delle morfologie tettoniche.
Alcuni di questi canyon solcati da serpeggianti fiumi rappresentano per gli Etiopi i confini naturali regionali; infatti, il Tekeze separa Gondar dalle regioni del Tigray e di Wollo; l’Abbay divide il Gojiam da Gondar e dallo Schewa e dal Welega; l’Awash separa l’Harerge dal Wollo e dallo Schewa; il Wabi Shebele funge da confine tra l’Harerge e il Bale; il Genale divide il Bale con il Sidamo mentre l’Omo rappresenta il confine tra il Gamo Gofa e il Kaffa.
Il fiume più famoso dell’acrocoro etiopico è il Nilo Azzurro, più corto di circa 1.800 km del suo gemello Nilo Bianco. Partendo dalle cascate del Tisisat, il Nilo inizia a incidere l’altipiano creando un canyon lungo 650 km che non ha, per maestosità e bellezza, eguali al mondo: basti pensare che in alcune zone l’altezza delle pare