1.1 Storia
Preistoria
Molti studiosi concordano nell’affermare che nel 9000 a.C. quella dei Komsa fu la prima popolazione a insediarsi nella Norvegia glaciale. Provenienti probabilmente dalla Siberia, questi uomini stabilirono alcune basi nella regione settentrionale del Finnmark, dove si dedicarono alle attività di caccia e pesca divenendo di fatto gli antenati dei Sami. Successivamente, il miglioramento del clima e delle condizioni del territorio richiamarono dal continente europeo altri popoli, che occuparono la costa meridionale, dove trovarono buone risorse per vivere. Solo verso il 4000 a.C. il suolo consentì l’introduzione dell’agricoltura, attività che portò alla formazione dei primi villaggi. Il ritiro dei ghiacci, inoltre, permise alle renne selvatiche di spingersi verso nord, portando indirettamente con sé popolazioni nomadi che furono le prime ad attraversare gli altopiani interni. Trattandosi di vita itinerante, nessun ritrovamento testimonia questi spostamenti, mentre grezzi utensili, armi e incisioni rupestri raffiguranti animali e qualche imbarcazione hanno aiutato gli studiosi a ricostruire parte della preistoria norvegese nelle altre regioni.
I Vichinghi
Temuti dall’intera Europa e accompagnati ancora oggi da una cattiva reputazione, i Vichinghi portarono violenza e distruzione in molte terre, razziando e radendo al suolo interi villaggi, violentando le donne e riducendo in schiavitù gli uomini. Ma sarebbe davvero riduttivo limitarsi a questi crudeli aspetti in quanto i Vichinghi furono abilissimi navigatori, attenti commercianti, colonizzatori che permisero la nascita di diverse nazioni e precursori dell’autonomia della donna e della democrazia, almeno nei loro territori.
Considerando la Scandinavia attuale, può apparire strano che verso la fine dell’VIII secolo la disponibilità di terre coltivabili fosse ridotta. A quel tempo, però, non tutto il territorio era libero dai ghiacci e molti uomini furono costretti ad avventurarsi verso terre lontane. I racconti di coste ricche e scarsamente difese solleticarono l’ambizione di molti e gettarono le basi per le temute incursioni. Il termine vik significa“baia, insenatura” e indica il luogo dove erano soliti attraccare le navi di quella popolazione, quindi chiamata vichinga.
Il periodo vichingo iniziò ufficialmente nel 793 con l’attacco al monastero della piccola isola di Lindisfarne, al largo della costa inglese. Approfittando delle eccezionali navi con le quali riuscivano a tenere molto bene il mare aperto, a risalire i fiumi e ad attraccare in fondali bassi grazie a una chiglia stretta e resistente, i Vichinghi si spinsero nel Mediterraneo fino a Costantinopoli e in Russia raggiungendo l’interno mar Nero. Intorno all’870 approdarono per primi in Islanda, da dove nel 982 Erik il Rosso salpò per raggiungere la Groenlandia; una ventina di anni dopo, suo figlio Leiv Eiriksson il Fortunato fu il primo ad approdare nell’America settentrionale, senza però stabilirvisi. Queste ultime imprese, in realtà, furono conseguenza della tumultuosa situazione norvegese. Con l’intento di unire le tante tribù, Harald Hårfagre Bellachioma condusse diverse battaglie fino a quella finale dell’872 nei pressi di Haugesund. Uscitone vittorioso, Harald iniziò il processo di unificazione nazionale allontanando o eliminando del tutto i suoi nemici, alcuni dei quali, appunto, si rifugiarono in terre lontane come l’Islanda. Alla morte di Harald Bellachioma seguirono sanguinose dispute tra i tanti figli, finché uno di questi fece ritorno dall’Inghilterra e si impadronì definitivamente del trono. Håkon il Buono, convertito al cristianesimo in terra inglese, si sforzò di introdurre la nuova religione nel paese ottenendo alcuni buoni risultati, fermati però dalla sua uccisione avvenuta nel 960. Dopo un periodo di transizione, il cristianesimo si impose nel 1030 con la battaglia di Stiklestad, dove il re Olav trovò la morte come martire tanto da essere poi proclamato santo. Oltre che dal punto di vista religioso, la battaglia condotta da Olavè riconosciuta dagli storici come la conclusione di un periodo durato decenni che portò alla reale unione nazionale della Norvegia. L’ultimo re vichingo fu Harald lo Spietato, sconfitto nel tentativo di conquistare l’Inghilterra nella battaglia di Stamford Bridge nel 1066. I tre secoli caratterizzati dall’impero vichingo si conclusero definitivamente.
Basso Medioevo ed Età Moderna
Gli anni successivi fino al 1227 furono caratterizzati da ripetute dispute interne per la successione al trono. D’altra parte, fu proprio in questo periodo che il paese vide un considerevole aumento della popolazione, il rafforzamento della Chiesa, la nascita di diverse città e una maggiore autorità della monarchia. Al termine del XIII secolo la corona divenne ben più potente della Chiesa e dell’aristocrazia nobiliare, e gli antichi proprietari terrieri dovettero cedere le proprie terre al regno, mantenendone comunque la gestione. Nonostante la nuova situazione, gli agricoltori godettero di una posizione di libertà invidiata nella maggior parte d’Europa. Parallelamente, la politica estera ottenne ottimi risultati con l’annessione prima delle isole FarØer, Orcadi ed Ebridi, e successivamente anche di Islanda e Groenlandia. Il centro politico si spostò dalla regione sudoccidentale all’area dell’Oslofjord, dove Oslo diventò capitale nonostante una popolazione di 2.000 persone, decisamente inferiore rispetto ai